IMG_0445La “straordinaria normalità” di Chiara Luce Badano continua tuttora ad irradiarsi nel mondo, e con essa, sempre nuove iniziative e testimonianze che la riguardano. Per tanti giovani di tutto il mondo Chiara è insieme un modello cui ispirarsi, un punto di riferimento, una sorella, una confidente con cui instaurare un rapporto intimo e personalissimo.

Sull’onda della beatificazione, la vita di Chiara Luce continua a diffondersi come un tam-tam mediatico tra i giovani di tutto il mondo. Continuano ad uscire articoli, speciali televisivi, canzoni e musical che traggono spunto dalla sua vita. Il mondo dei social-network da Facebook a YouTube, da Ortuk a Twitter, straripa di notizie che la riguardano; e poi siti web e biografie in più di trenta lingue (dalle più note alle più particolari, dal coreano al croato, dal norvegese al turco, dall’urdu al giapponese, e poi armeno, cinese, swahili…).

Nel frattempo, mentre prosegue il processo per la canonizzazione, su desiderio dei genitori, nasce la “Fondazione Chiara Badano” che si occupa di raccogliere quanto proviene da tutto il mondo al suo riguardo (compresa la gestione di questo sito ufficiale), tutelandone e diffondendone ulteriormente l’immagine. Non solo: strutture d’ogni genere le vengono continuamente dedicate: parchi, strade e piazze, fontane, oratori, centri giovanili, casa famiglia… Il 27 dicembre 2010 a Bohicon in Bénin la prima chiesetta nel mondo dedicata alla Beata Chiara, mentre  nel settembre 2015 viene inaugurata, alla presenza dei genitori, la prima parrocchia a lei dedicata: in una piccola cittadina, nel cuore rurale dell’India.

20110819-062Non solo: da più di cinque anni ormai, i genitori, accompagnati da Chicca e Franz Coriasco (il suo biografo “agnostico”), continuano a girare il mondo, invitati da diocesi, associazioni pubbliche e private, scuole, carceri, organizzazioni ed eventi più disparati per portare la loro testimonianza: alle GMG di Madrid e di Rio de Janeiro, in decine di nazioni europee e del mondo. Una piccola “squadra” come ama definirla mamma Maria Teresa, ma sorretta da un gran numero di collaboratori, come l’amico Giuliano a Sassello, il cui Bar Gina è tuttora un fondamentale punto di riferimento per quanti da ogni dove arrivano in paese per visitare la tomba di Chiara, per non dire dei tanti che seguono e coordinano i tanti gruppi di pellegrini che da ogni parte del mondo arrivano a Sassello, e da molti altri amici ed amiche di Chiara che continuano a portare la loro testimonianza là dove i genitori non possono arrivare: è il piccolo “popolo di Chiara” che, allora come oggi, continua a stringersi intorno a lei.

Insomma, ovunque la vicenda di Chiara continua ad affascinare e a conquistare i cuori, soprattutto dei giovani: di ogni religione e cultura, di ogni convinzione, non-credenti compresi. Perché quella di Chiara Luce Badano è una storia che continua, e che non finisce di sorprendere.