Scan_076Fin dai primi mesi dopo la sua dipartita l’eco della vicenda di Chiara Luce Badano comincia a diffondersi nel mondo, mentre la sua tomba, nel cimitero di Sassello, diventa meta di pellegrinaggi sempre più numerosi. Per tutti, e in particolare per i giovani. Perché il suo è un modello in qualche modo riproducibile oltreché straordinariamente moderno: per tutti, e in special modo per i giovani. Da ogni dove giungono a Sassello (anche sulla sua cappellina dove un cesto è sempre pieno di lettere) così come al Centro del Movimento dei Focolari, dove continuano ad arrivare innumerevoli testimonianze: di chi cambia vita, o riscoperto la fede, o ricevuto grazie speciali.

E’ monsignor Livio Maritano, il vescovo di Acqui Terme, testimone diretto della vita di Chiara, prende l’iniziativa e, nel settembre del 1998 decide di avviare la causa di beatificazione. Così motiva la sua decisione:

“Mi è parso che la sua testimonianza fosse significativa in particolare per i giovani. C’è bisogno di santità anche oggi. C’è bisogno di aiutare i giovani a trovare un orientamento, uno scopo, a superare insicurezze e solitudine, i loro enigmi di fronte agli insuccessi, al dolore, alla morte, a tutte le loro inquietudini”.

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Monsignor Livio Maritano

L’iter del processo canonico è decisamente rapido, anche grazie al gran lavoro svolto dalla Postulazione che organizza il processo e raccoglie incessantemente testimonianze e documenti. Iniziato nella diocesi di Acqui Terme nel 1999, passa in Vaticano già l’anno seguente, e il 3 luglio 2008 Chiara Badano viene dichiarata Venerabile.

L’anno seguente viene promulgato dalla “Congregazione delle Cause dei Santi”, dietro autorizzazione del Santo Padre, il decreto riguardante il miracolo, attribuito all’intercessione di Chiara Badano: la guarigione improvvisa di un ragazzo di Trieste affetto da una gravissima forma di meningite fulminante. I medici gli avevano dato 48 ore di vita.

Di lì a poco, nel novembre 2009, papa Benedetto XVI la decreta beata.